| Seno nascosto per non urtare la sensibilita' degli spettatori |
Che si può dire ormai di più? Il Re è nudo e te lo racconta in mille modi. Se qualcuno non se ne accorge è per stupidità assoluta o per crassa ignoranza o per interessata connivenza. Direi che di fronte ai sempre più evidenti lapsus del Re/Presidente non sipuò dir più nulla.
Siamo veramente all'ignoranza più assoluta di persone (chiamiamole così) che intervengono sulla piazza pubblica (secondo Palazzo Chigi sono stati I TECNICI DELL'IMMAGINE - i nostri brillanti intellettuali che curano la faccia di plastica di questo governo - i responsabili di questa buccia sulla strada del cavalier Banana) per dimostrarsi più realiste del Re.
Ma quanto vengono pagati questa massa di imbecilli??? (sempre che sia vero che sono stati loro e non direttamente il nostro Re non incoranato che avendo le chiappe (sue e degli amici suoi) un po' troppo scoperte ha ben pensato di velare le poppe della Sacrosanta Verità).
Insisto. Ma siamo sicuri che sia soltanto un'evento di colore per i giornali?
Ma dove siamo? A Topolinia o in un paese reale?
Devo dire che in questo nuovo mondo in continua sbandata mi starebbe bene anche la monarchia incostiuzionale del Cavalier Banana, ma non posso più reggere oltre le gesta di questa sua corte di minus habens. Non mi rimane che inviare al nostro monarca una urgente supplica
Magnificentissimo Signore, alla sua Graziosissima, Altissima, Purissima, Persona oso rivolgere una preghiera accorata:
Visto che sta facendo di tutto per eliminare gli sprechi in questo nostro paese, veda di occuparsi anche degli sprechi di intelligenza e rimuova al più presto gli imbecilli che la circondano.
Anche se mettere insieme una commissione seppur di pochi membri abile a vagliare i candidati all'espulsione per imbecillità sarà per Essa cosa assai difficile , per non dire impossibile, sono sicuro che se si impegnerà in questa lotta al danno da stupidità ne avremo presto grandi vantaggi tutti noi sudditi e La magnificente persona Vostra per prima.
Devotissmo suo Jack
Da Repubblica del 5/8/08
Tiepolo censurato
la protesta dei musei
di LUCIANO NIGRO
Il Tiepolo velato, a sinistra, e la versione originale a destra
ROMA - "Chi potrebbe mai offendersi di fronte alla Verità nuda del Tiepolo? Velarla è una sciocchezza assoluta. Lo lasci dire a chi dirige i musei Vaticani: qui dentro, ci sono più nudi che in qualunque altro museo al mondo". Non riesce a capacitarsi Antonio Paolucci, storico dell'arte, già ministro dei Beni culturali e ora, nel cuore della Chiesa di Roma, al vertice di una delle più ricche e "sacre" collezioni d'arte del mondo. Anche 48 ore dopo la scoperta della censura di palazzo Chigi al quadro scelto da Berlusconi per fare da sfondo alle conferenze stampa del governo, quel reggiseno e quelle braghe aggiunte "a fin di bene" per nascondere il seno e le nudità della Verità che Giambattista Tiepolo voleva svelata, fa discutere esperti e storici dell'arte che invocano: togliete quei ritocchi, la verità non può essere che nuda. Non è solo il presidente della regione Veneto Giancarlo Galan a gridare all'offesa ("Palazzo Chigi ha ferito uno dei più grandi pittori della libertà") e a chiedere una "punizione esemplare" del colpevole. Anche i critici, tra il divertito e l'avvilito, si aspettano un gesto riparatore.
"Che tristezza leggere notizie del genere - lamenta Sandrina Bandera, soprintendente della pinacoteca di Brera - quel Tiepolo va lasciato così. Non si può coprire la Verità, un soggetto per secoli rappresentato nudo, fin da quando il Bernini nel '600 recuperò un'iconografia antichissima. Spero che la scelta fatta non sia irreversibile".
Perché allora quella censura? "Un caso di moralismo sciocco - sorride Eugenio Riccomini, storico bolognese, già soprintendente a Parma - l'intera storia dell'arte, dal Rinascimento in poi, ma anche prima, è piena di nudi. Evidentemente qualcuno, nella cerchia del presidente del Consiglio, ha pensato che non si potesse esporre un seno nudo accanto al volto del premier forse perché troppo simile a quelli che permette di mostra ogni sera nelle televisioni".
"Curioso però - aggiunge Andrea Emiliani, grande esperto di Guido Reni, dei Carracci e del Seicento emiliano, già soprintendente della pinacoteca di Bologna - che sia stata emendata la verità, un simbolo. Già occorre una bella resistenza morale per scegliere proprio quel simbolo con tutto ciò che la gente pensa oggi dei politici. Ai miei occhi pare una comica: la riproduzione era stata scelta come allusione governativa, in bella vista accanto ai ministri e poi è arrivato quel reggipetto. Non viene da sorridere pensando a quante cose vengono messe in mostra a Canale 5?".
A palazzo Chigi dicono che il ritocco è stato fatto per non offendere gli spettatori. Un argomento che però fa sbottare Paolucci. "Non so chi sia stato lo zelante funzionario - dice - ma questa storia fa ridere e finirà per aggiungersi allo sciocchezzaio estivo". E quando gli si ricorda che proprio nei musei Vaticani, nella cappella Sistina affrescata da Michelangelo più di quattro secoli fa, Daniele da Volterra, poi soprannominato il Braghettone, fu incaricato del più clamoroso caso di censura della storia (mettere le braghe alle anime nude dipinte dal maestro), il professor Paolucci replica allargando le braccia. "Appunto - sospira - è successo in un momento di oscuramento, ma non è la regola per la Chiesa. Se qui dentro ci sono tante opere senza veli è perché la nudità rappresenta la verità. "Veritatis Splendor" come diceva un'enciclica del Papa, dunque da non velare. La bellezza è la bellezza, Epifania di Dio. Consola che quella ritoccata sia una riproduzione, ma non mi fiderei di chi lo ha fatto: dimostra di non essere intelligente".
Come andrà a finire questa storia? Il velo verrà tolto, il quadro cambiato, o tutto resterà così? Non risponde lo staff di Berlusconi. E cortesemente evita commenti ("Per non alimentare polemiche") il ministro Sandro Bondi. Chi entrasse nel sito dei Beni Culturali, tuttavia, una sorpresa la troverebbe. Il logo del ministero è la Dafne (con Apollo) di Galleria Borghese. Niente veli, in questo caso: il seno è nudo come Bernini lo fece.
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