mercoledì 30 luglio 2008

I seminatori d'odio


La smentita alla notizia del taglio delle pensioni sociali è arrivata, logicamente. Purtroppo non era una balla. Il provvedimento era vero. Oggi però hanno annunciato un bel passo indietro. Il che non ci porta più avanti, ma meno indietro.
Mi chiedo se l'abbiano fatto apposta il giochino al rialzo, per avere spazio sui giornaletti e inscenare l'ennesima falsa diatriba tra governo e finta opposizione. oppure se siano veramente definitivamente da etichettare, questi relatori di provvedimenti cazzoni, come dei perfetti dementi.

Il provvedimento per ora riguarderà, chi essendo esxtracomunitario, risiede in italia da meno di 10 anni.

Si era presentato ai nostri occhi allibiti un parto gemellare ed è finita che le nostre orecchie si son dovute sorbire il fiatello dell'ennesima scoreggia di governo.

Tutto questo certo ricorda molto la propaganda di altri tempi: I famosi aerei della potenza Italica fascista che passando e ripassando sembravano cento ed erano dieci. Le battaglie tra democristi e comunistardi a chi magnava più bambini e chi più capponi.

Mamma mia. Si ripropongono nello stesso modo fanfaroniano di un'età che speravamo finita e invece purtroppo alimenta figlie enipoti con le stesse sempre valide stronzate.

L'importante è seminare odio.

Ieri sull'autobus, a Bologna, è salito un giovane alquanto brutto e ubriaco che ha iniziato a inveire contro tutte le facce colorate che c'erano. "Negri di merda. adesso arriva la legge berlusconi e vi sbattono tutti in mare" urlava. E ha continuato per un bel pezzo minacciando e insultando.

Due giorni fa, al centro prelievi dell'Ospedale S.Orsola si è verificato un guasto al sistema informatico e si è formata una fila di più di un'ora. Ci saranno state un centinaio di persone. Tra queste due, dico due donne con il velo attorno al volto. Un signore di una sessantina d'anni ha bofonchiato a voce alta, ma guardando a terra "Tutta colpa di sti immigrati. Son milioni. Dappertutto"

Oggi il mio tabaccaio un tunisino che di solito è sempre tranquillo e sorridente ha risposto alun saluto di un cliente "Io e che ti dico io? Sono extracomunitario, mica bolognese". Avrebbe potuto essere un normale scambio tra amici, ma l'espressione dei suoi occhi era davvero poco, poco amichevole.

Nel 95 a Bologna governava Walter Vitali (un veltroncino in tono minore) e ci furno in pochi mesi molti episodi di violenze tra extracomunitari nordafricani. Io mi espressi chiaramnete dicendo che non si poteva sottovalutare il problema isolandolo in una faida di emarginati. Se avessimo voluto lottare per l'integrazione vera avremmo dovoto applicare in tutti i casi di illegalità la legge che tutti mette sullo stesso piano. Quella legge che esisteva ed esiste ancora. Nessuno mi rispose. Il problema non esisteva.

Quest'anno poco prima delle elezioni sono stato gratuitamente minacciato inseme ad alte cinquanta persone da cinque rumeni ubriachi che insultando e mettendo i pugni sotto la faccia dei presenti si sono percorsi due volte avanti e indietro il vagone della metropolitana su cui ci trovavamo. Per me era solo una fermata, ma è stato il viaggio più lungo che ad oggi mi ricordi. Ed è andata bene.

La sinistra ha perso l'occasione di risolvere questo problema perchè non l'ha mai voluto leggere come tale e ha regalato alla destra l'occasione di poter seminare odio là dove poteva esserci la comprensione e la discussione. Un'odio ormai cieco, come sempre accade quando si esprimono le masse.
Tutte le frustrazioni adesso hanno un capro su cui sfogarsi.

Prima era solo un problema risolvibile. Ora è divenuto il terreno della rivalsa dei mediocri, degli stupidi, dei miserabili della coscienza. Il terreno sul quale si vincono facilemnte le battaglie; basta mettere il nero, il giallo, il disperato alla gogna e tirare le uova.

Ormai non è più questione se i provvedimenti siano giusti, efficaci o razzisti. Ormai qualsiasi cosa si faccia è l'imbecille che abita in noi che viene giustificato a dire e fare stronzate.

Eravamo cristiani ed eurocomunisti. Oggi purtroppo a causa delle illusioni vetero ideologiche di un centrosinistra di servi e l'arroganza culturale di una destra becera e primitiva ci ritroviamo di nuovo nella terra dei seminatori d'odio, quelli che mentre puntano l'indice su qualcuno inculano quei coglioni che li stanno ad ascolatre e che danno loro pure ragione.

Mia zia ha 96 anni e vive in un a casa di riposo con una pensione sociale, elargitale dopo anni di sfruttamento e lavoro nero ai quali è stata costretta come tanti precari di oggi, dai kapò di un tempo. Il personale di questa casa di riposo è al 90% composto da stranieri e straniere che la accudiscono come possono essendo in sottonumero. La alzano, la lavano, la puliscono dal pannolone. Lei vive una vita accettabile grazie al loro lavoro e nella loro contiguità. Loro sono le persone con cui parla e passa la maggior parte del tempo. Queste persone, cileni, boliviani, rumeni, ucraini, russi, ghanesi, nigeriani, filippini sono i nostri moderni schiavi. 900 euro al mese per un lavoro che non vuol fare nessuno. In un luogo perennemente maleodorante di feci. Alcuni rubano persino ai vecchi per portare qualcosa di più casa. Ma l'assoluta maggioranza di loro assiste gli ospiti, così si chiamano i vecchi in odor di zinco, con dedizione, cortesia, pazienza e in taluni casi potrei certamente dire, con Amore. Eppure, mia zia, si lascia scappare, sottovoce, ogni tanto, qualche parola un po' pesantuccia nei loro confronti. Bisogna capirla, per via della sua età e della sua generazione.
Chissà se gliel'hanno detto che quelli che urlano in televisione e al governo quelle stesse che lei sussurra, stavano per portargli via la pensione e magari destinare lei e migliaia di altri adorabili vecchietti ad una di quelle discariche nelle quali è finita a tempo di record la monnezza di Napoli?
Non glielo diciamo... a mia zia.
Tanto l'allarme è rientrato.
E per adesso, forse potrà, continuare ad aspettare il giorno del suo personale giudizio, assistita e sup-sop-portata dignitosamente.
Io so perfettamente che questo trattamento, quando verrà il mio turno, me lo potrò sognare. E questo mi aiuterà a reagire nella giusta misura ai tempi che verranno.
Ma torniamo all'oggi.

A questi nostri moderni schiavi noi italiani non stiamo dando davvero un bell'esempio.

L'esempio che stiamo loro passando è quello di un paese in cui la maggioranza dei cittadini si sentono dei Berluschini pronti a fare e disfare le leggi a loro piacimento, a guadagnare soldi possibilmente illegalmente, a giustificare ogni comportamneto antisociale con la prosopopea del "io che mi faccio il culo", a sognare macchine potenti da comprare con rate infinite e donne più o meno mignotte da esibire in gran numero oppure inseguire uomini più o meno mignottari con cui maritarsi.

Questo ormai è il paese dove i pifferai dell'arroganza, i seminatori d'odio, i taumaturghi del moschetto senza libro stanno avanzando fieri delle loro azioni e delle loro parole.

Spero che un ondata di merda lanciata da chi ancora non ha gli occhi completamnte abbacinati dal visione del vitello d'oro li travolga a breve.
Altrimenti succederà qualcosa di molto brutto ai nostri cuori e a quelli dei nostri figli. Ben sapendo che i proverbi sono fonti di reale saggezza ricordiamoci del "chi semina vento raccoglie tempesta":
Banale non vi sembra? Purtoppo è veritiero.

Ho lavorato per molto tempo nelle scuole elementari ove i bambini di altre culture sono ormai in gran numero. Un'emozione ricordo in particolare: quando li sentivo parlare in italiano mi sentivo orgoglioso per loro e mi si stringeva il cuore.

Edmondo De Amicis mi capirebbe. Ha raccontato le stesse emozioni parlando di bimbi calabresi, lombardi, sardi e piemontesi.

Non è solo retorica. E' che in un paese civile le istituzioni non possono seminare odio, anche contro il loro interesse di parte. Perchè chi ricopre incarichi istituzionali è super partes e deve parlare e agire nell'interesse di tutti.

Eenso che questo concetto non sia difficile da capire. No?

Eppure nelle nostre alte cariche stanno i seminatori d'odio. Nel nostro parlamento si muovono i seminatori d'odio. E questo odiuo non è quello dei disperati contro gli oppressori. E' l'odio degli sfruttatori contro gli schiavi, i diversi, i migliori.

Amici, se vedete agire o sentite parlare un seminatore d'odio, sorridete a chi vi sta di fianco e dite indicandolo "poverino, si vede che ha scopato male".

Speriamo basti.

Da oggi non si scherza più

Se il post di ieri del blog di Beppe Grillo racconta la verità fino in fondo... da oggi non si può più scherzare.
Chi ne sentirà la necessità dovrà combattere con tutte, e dico tutte, le armi disponibili.

Spero proprio che questo articolo sia soltanto una svista, un atto di propaganda politica, che manchi un pezzo importante di informazione.
Perchè se risponde a completa verità quello che è scritto, verrà presto il tempo delle decisioni irrevocabili e stavolta non le prenderà l'uomo nero, le prenderanno tutti quegli anziani che ancora in forze potranno assaltare banche e supermercati senza temere il biasimo di nessuno.

Addio Italia. Che Bel Paese di Merda.

(attendo smentite)

Dal Blog di Beppe Grillo

Gennaio 2009. II° anno dell’Era Psiconana. 760.000 persone perdono la pensione sociale. I veri italiani esultano. L’assegno sarà tolto agli sfruttatori del popolo. Una vera manovra di sinistra. La Destra sociale applaude. I leghisti mostrano (con orgoglio) il dito medio alle vecchiette che succhiano il sangue degli imprenditori lombardo veneti.
Verranno tagliate le pensioni sociali a tutti coloro che hanno più di 65 anni e con meno di 10 anni di contributi. Casalinghe, disoccupati, immigrati rientrati in Italia per la vecchiaia, frati e suore. Questa massa di nullafacenti percepisce ogni mese 395,54 euro. Dall’anno prossimo potranno passare i pomeriggi a frugare nei cestini o raccogliere gli scarti dei mercati rionali.
Tremonti è più avanti del ministro dell’economia argentino Cavallo. In Argentina prima del fallimento dello Stato furono ridotte le pensioni del 30%. Tremonti le taglia del 100%. Lo psiconano risparmierà ogni anno circa 300 milioni di euro (300.648.400).
I vecchi possono morire di fame. Intanto ci sono i 300 milioni regalati all’Alitalia, i 329 milioni di multa della Comunità Europea per Rete 4 abusiva (ad oggi), il miliardo di euro all’anno per l’editoria assistita per pagare gli stipendi a Scalfari, Mieli, Belpietro, Ferrara, Polito, Padellaro, Feltri, le pensioni ai parlamentari dopo due anni e mezzo. Quando lo Stato chiama i vecchi possono schiattare. Dicono che la legge sia stata fatta per 23.113 immigrati che vivono in Italia. Il 2,6% delle pensioni sociali. E che per non passare da razzisti non si è voluto fare prigionieri.

martedì 29 luglio 2008

Dal Newsweek ci riesportano la Democrazia. Ancora?!!

Un lettore del blog mi segnala un'intervista fatta al direttore del Newsweek, Fareed Zakaria (in odore di distribuzione libraria).

Tralascio la parte relativa all'universo mondo e riporto soltanto metà (e vi assicuro che basta) dell'intervento dedicato, da questo genio dell'analisi politica, all'Italia (tra parentesi i miei commenti):

«L'Italia ha il Parlamento demograficamente più vecchio del mondo (vero) — incalza Zakaria — perché non riesce ad attrarre gente giovane e brillante (cos'è un luna park? una disco?). Il sistema partitico non funziona e quello politico è completamente collassato» (vero). Eppure una ricetta lui l'avrebbe (sentiamo...): «Primo: cambiare la struttura del governo, per conferire al presidente del Consiglio una vera autorità esecutiva, simile a quella del premier britannico (peccato che sia poco britannico, il nostro premier). Secondo: riformare subito (ha,ha,ha) il sistema elettorale, sulla falsariga di quello bipartitico americano, per dar vita a coalizioni coese e a una maggioranza chiara, eliminando la follia che caratterizza il Parlamento italiano per colpa dei piccoli partiti»(si è per caso informato che sono 15 anni che ne fanno di tutti i colori per cambiare in tal senso la legge elettorale e ad ogni colore si torna in prigione senza passare dal via?). Secondo Zakaria, una volta fatta piazza pulita dell'attuale leadership (Ci avevano provato le Brigate Rosse prima e malamente, e i giudici di tangentopoli poi, con effetti imprevisti e poco brillanti. Allora Zak... che facciamo? Proviamo con un'atomichina sul parlamento in seduta plenaria..?), «l'Italia si raddrizzerebbe subito, perché gli italiani non sono intrinsecamente più indisciplinati o corrotti degli altri (noooo..ma figuriamoci, intrinsecamente...tze!). Basta guardare a Singapore, che quarant'anni fa era uno dei luoghi più sporchi e corrotti del mondo (effettivamente adesso è solo corrotto...). O al Cile, irriconoscibile (vero; prego di andare avedere cosa fanno le multinazionali minerarie al patrimonio idrico del paese) rispetto a trent'anni fa. O persino all'Iraq, che due anni fa era un inferno (dove i diavoli erano laici e torturavano modicamente) e dove oggi il progresso corre (per scappare dalle bombe) grazie al cambiamento di leadership ( una bella nuova generazione clerico-demo-no-cratica)». Zakaria è convinto che la guerra in Iraq non sia stata negativa come l'opinione pubblica europea continua a credere. «Grazie alla guerra, Al Qaeda è stata smascherata per ciò che realmente è (...ma siamo sicuri di ciò che "realmente è"?): una banda di sunniti reietti e fondamentalisti che odiano gli sciiti. Altro che voce dell'Islam».


Bene, bravo Zak! Una bella ricettina con tutti gli ingredientini giusti....

Una bella American Newsweek Pie.

Sinceramente di coglioni troppo ben pagati che sparano cazzate, oltrettutto stagionate, ne abbiamo noi anche qui in paese.

Nel caso dovessero riesportarci la democrazia, preghiamo gli amici d'oltreoceano di non rivenderci altri materiali esausti del giornalismo americano oltre a quelli che, purtroppo, abbiamo già in casa (e che mica se ne vanno...).

A tutti coloro che non credono nella catastrofe a tutti i costi mando dall'Italia un messaggio di speranza: La creatività che sempre ci ha contraddistinto ci salverà anche dalla crisi che si avvicina.

Guardate questo significativo esempio recuperato in un nuovissimo centro commerciale di Bologna (tra l'altro... vista la crisi, pensano di costruirne altri sei, di centri commerciali).

Due negozi si fronteggiano lanciando dalle loro insegne messaggi di speranza e di fiducia nell'intelligenza umana :

Quello a sinistra è un negozio di regali

ATHMO SFERA (e va bene...)




L'altro, quello a destra è un ristorante self-service (e purtroppo... anche self-cervice):

MAGNO SFERA (e va malissimo...)

Niente di grave certo, anzi ci si fa due risate.
Però...
...cari americani, come vedete, non c'è bisogno di un nuovo upgrade di democrazia.

Siamo già perfettamente rimbecilliti grazie alla vecchia edizione e non sentiamo il bisogno di ulteriori aggiornamenti da parte dei nostri premurosi alleati.

Lasciateci affogare nel fango ...poi, magari, verrete a copiarci un sistema che tra qualche lustro apparirà miracolosamente perfetto: tiene lontane le guerre, gli investimenti delle multinazionali e i premurosi rompicoglioni.

Amici! In tutta la munnezza in cui nuotiamo fateci tenere a galla dalla speranza di essere l'avanguardia di un nuovo sistema politico....!

Leonardo e qualcun'altro eran delle nostre parti...
...invece della demo-dementocrazia forse ci vorrebbe qualche pezzo forte del rinascimento.

Andiam, andiam, andiamo a Riesumar...

domenica 27 luglio 2008

Arriva l'Uomo Nero.....

Giovanni Paolo II:
Non abbiate paura!
(Io sono colui che grida nel deserto dei media)

Tg1, Tg2, Tg3, Tg4,Tg5, Studio Aperto, Tg7:
Cagatevi addosso! E così sia.
(dal repertorio infinito dello spacciatore di paura)


Da repubblica del 27 luglio 2008:


Criminalità e paura del futuro
in cima ai pensieri degli italiani


Criminalità e paura del futuro in cima ai pensieri degli italiani
ROMA - Italiani preoccupati per la sicurezza a livelli senza precedenti nel passato. Siamo un popolo attanagliato da paure, ansie e insicurezze che invoca misure speciali, ma queste restano solo palliativi perché incapaci di arrestare il corso di una sindrome. Sono questi alcuni degli elementi che compongono l'Indagine sul sentimento e sul significato di sicurezza in Italia, diretta da Ilvo Diamanti, condotta da Demos & PI per la Fondazione Unipolis, la cui sintesi è stata pubblicata dal mensile Safety & Security.

Una radiografia a tutto tondo che, nell'area sicurezza, include non solo la criminalità, ma anche temi come la previdenza e l'ambiente. La criminalità è comunque ai primi posti della "sindrome dell'insicurezza": se nel 2005 la percepiva in aumento l'80% degli italiani, nel 2007 si arrivava all'88%. Un incremento su cui pesa anche il binomio immigrazione-criminalità, tornato forte nella percezione del Paese, dal 37% del 2004 al 47% attuale. Non solo, ma il 55% degli interpellati arriva a condividere le severe misure prese dai sindaci di alcune città contro lavavetri e venditori irregolari. Nella stessa logica vanno le opinioni di quanti sostengono che i campi nomadi debbano essere sgomberati "e basta", senza cercare soluzioni alternative.

Paura della criminalità. Entrando nel dettaglio quasi 9 persone su 10 pensano che negli ultimi anni la criminalità in Italia sia cresciuta; 5 su 10 ritengono che ciò sia avvenuto anche a livello locale; 1 su 5 teme di essere vittima di reati. Il 22% ha paura che gli venga rubata la macchina o la moto. Fra i timori più forti c'è quello del furto in casa, percepito come violazione del "rifugio ultimo contro le minacce esterne": quasi una persona su 4 è preoccupata che uno sconosciuto si introduca nella sua abitazione (dal 18% del 2005 si è saliti al 23% del 2007). Negli stessi due anni il timore di uno scippo è cresciuto dal 17% al 21%. All'incirca 1 su 5 ha paura di un'aggressione o del coinvolgimento in una rapina. Al passo con i tempi, 1 su 5 è spaventato dal rischio di subire una truffa elettronica, a partire dal bancomat e dalla clonazione della carta di credito.

Strumenti di autodifesa. L'indagine afferma che c'è una forte domanda di intervento pubblico, di rafforzamento del controllo del territorio e di misure straordinarie, soprattutto in riferimento al tema dell'immigrazione. Intanto si è rilevato un progressivo allargamento del "fai da te". Infatti è in crescita il numero delle famiglie dotate di strumenti di autodifesa. In questo scenario, ormai un italiano su 3 ha installato un sistema antifurto in casa e il 14% pensa di adottarlo; quasi 1 su 2 ha blindato porte e finestre e un restante 10% conta di farlo. L'8% ha addirittura acquistato un'arma e il 4% ha in mente di dotarsene.

Gradite uniformi e telecamere. Il territorio è considerato insicuro e pericoloso quindi si chiede che venga "presidiato" dalla polizia e monitorato dalle telecamere. Quasi 9 italiani su 10 chiedono una maggior presenza della polizia nelle strade e nei quartieri. Le uniformi, riconoscono, servono a fare da presidio al territorio in un'ottica preventiva o di tempestività di intervento; trasmettono sicurezza. E in questo contesto si inseriscono anche le telecamere per sorvegliare gli spazi pubblici. L'86% è favorevole a tali sistemi di vigilanza a costo di sacrificare un po' di riservatezza.

Sgraditi controlli fiscali. Molto meno graditi, invece, i controlli dello Stato sulle comunicazioni e sui movimenti economici personali. Tanto che è diminuita del 7% in due anni la quota di chi considera positivamente un monitoraggio delle transazioni bancarie.

Paura degli altri. Secondo l'indagine, una porzione ampia del Paese concepisce l'insicurezza come "paura degli altri" e, in particolare, avverte "gli altri come stranieri e gli stranieri come una minaccia". A questo sentimento si reagisce isolandosi, restando soli. Ecco perché tutte le misure che puntano a "sgomberare" la presenza illegale degli stranieri lungo le strade e ai margini delle città riscuotono grande consenso. Non stupisce quindi che raccolga consensi l'idea di eliminare i campi nomadi, anche senza cercare soluzioni alternative: quelli che lo chiedono sono passati dal 18% del 2005 al 27% del 2007, ossia più di un quarto degli italiani.

Paura del mondo. Ma l'indagine va oltre questi temi, ricorrenti anche nei mass media. E li articola toccando altri campi non connessi alla criminalità. Tra le preoccupazioni sulla sicurezza, ci sono quelle "ambientale" e "globale", che riguardano cibo, degrado del territorio, aria e clima, ma pure il terrorismo. La "paura del mondo" e delle sue conseguenze sulla quotidianità inquieta tra il 40 e il 60% degli italiani.

Paura della povertà. Poi ci sono i timori di tipo "economico", legati alle condizioni familiare e personale, al reddito e alla pensione (1 su 3 ha paura di perderla o non averla più), alle prospettive di lavoro. Si va dal 27% di chi teme di perdere i risparmi al 38% di chi paventa di diventare povero ("non avere abbastanza risorse per vivere").

Paura del domani. E, ancora, c'è la "paura del domani", dei suoi riflessi sulla nostra vita quotidiana: il futuro dei figli angustia quasi una persona su due. Il 64% degli italiani teme per i giovani "una condizione sociale ed economica peggiore dei loro genitori".

Paura di incidenti e malattie. Altro tema rilevante nell'area della sicurezza è quello degli incidenti sulle strade: 3 persone su 10 ogni giorno dicono di sperimentare situazioni di inquietudine connesse con questa minaccia. E poi ci sono gli incidenti sul lavoro: 1 operaio su 5 è preoccupato di esserne vittima. Del resto, il 45% reputa che la sicurezza sul lavoro sia diminuita negli ultimi anni. Oltre un terzo degli italiani (il 36%) pensa allarmato all'eventualità di ammalarsi. Addirittura 1 su 4 guarda spaventato all'insorgere di epidemie e malattie su scala globale (mucca pazza, Sars e influenza aviaria).

Paura di guerre e terrorismo. Restando alle paure "forti", il 37% dell'opinione pubblica italiana teme nuovi conflitti a livello internazionale. Per salire quasi al 40% di quelli che sono inquieti per il terrorismo internazionale.

Paura per l'ambiente. A minare ulteriormente il sentimento di sicurezza degli italiani c'è anche il degrado ambientale che inquieta il 58% del campione. E' questo l'unico indicatore dell'indagine che supera la maggioranza assoluta. Al di sotto, al 46%, c'è la preoccupazione per il futuro dei figli (bisogna considerare che non tutti gli intervistati hanno o pensano di avere prole).

Le paure dei giovani. Un'area interessante riguarda la sicurezza tra i giovani e tra quelli tra i 25 e 34 anni, fasce in cui si miscelano diverse fonti di insicurezza. Le tensioni innescate dal "fattore criminale", infatti, si fanno sentire in modo più pressante. E le trasformazioni del mondo del lavoro incidono in modo più evidente, dando vita a una condizione di instabilità e inquietudini sulle prospettive future. Insomma, è molto elevata la quota di giovani che ammette apprensione per il futuro delle loro pensioni.

Ansie e possibili rimedi. In conclusione, la radiografia suggerisce di tenere conto del mix di ansie e paure non solo per tracciare un profilo della "sindrome dell'insicurezza" che sembra attanagliare la società italiana, ma soprattutto per definire i possibili rimedi. A tale proposito gli analisti rilevano che "misure speciali sul tema della criminalità, peraltro invocate e apprezzate dall'opinione pubblica, possono costituire una risposta temporanea, utile a porre argini al fiume dell'insicurezza, ma incapace di arrestarne il corso".

(27 luglio 2008)

giovedì 24 luglio 2008

Low cost low life/Una vita al massimo...ribasso

La gara al massimo ribasso, al low cost, al prezzo stracciato ci consente di sentirci dei re con una bella corona di cartone, e consente all'ignoranza di prendere il sopravvento nonostante mai come oggi anche la cultura si diffonda attraverso la legge dei grandi numeri portando nelle casse degli editori grandi somme e nelle case degli acquirenti grandi quantitativi di merce, libri, dvd, etc., che finisce solo per occupare spazio.
Il piacere che ci viene da una conquista, anche quella del sapere, è pari allo sforzo che si è dovuto fare paer conseguirla, al prezzo pagato per essa. Quello che ci viene donato o venduto a poco finisce poi nel cestino delle quantità e non in quello delle qualità, procurando solo ingombro e poco, pochissimo piacere, poco, pochissimo senso alla nostra vita.
Il meccanismo dell'acquisto ci trascina tristemente verso una vita da magazzinieri più che da uomini.
Tanti piccoli monarchi/ammassatori con in tasca perline colorate al posto dei diamanti.

Un bel passo indietro, no? Abbiamo portato per secoli i lustrini senza valore agli altri popoli e adesso proprio quei popoli ce li rivendono, su nostra istigazione, a prezzi che chiarificano il valore di quella merce: roba che non vale il tempo impiegato per acquistarla.

Noi esseretti umani già divenuti oggetti nel tempo dei consumi felici, ora possiamo trovare posto sulle bancarelle cinesi a un euro. Durare poco, servire poco, godere nulla.

Andare in un altro posto trovandocisi per caso come quando si becca un viaggio low cost last minute, non ci porterà niente di bello, soltanto un ingombro di ricordi superficiali e inutili.

Tutto questo è possibile finchè ci sarà energia e materia per produrre atti insignificanti come quelli esemplificati sopra.
Bene, attendiamo con gioia il petrolio a 500 dollari il barile.
Finalmente questa sottospecie di umanità di consumatori sprofondati nell'ignoranza, magari si fermerà a pensare e a scegliere con fatica e sofferenza quello di cui ha bisogno.
E quando l'avrà potrà rimirare milioni di volte con il massimo piacere l'oggetto desiderato, senza dover passare invece il proprio tempo, questo sì davvero prezioso, a far sacchi di monnezza da accumulare a casa del vicino.

Tutti nudi magari, e senza corone di cartone.

Un simpatico esempio di gara al massimo ribasso rivelatrice dell'ignoranza in cui l'assenza di qualità ci sprofonda viene ancora una volta dalle istituzioni.

Nell'articolo che segue, Non pensate che si racconti di un caso curioso, si faccia un po' di colore giornalistico, si sviluppi un paradosso alla Totò. Quello che di cui si legge rappresenta uno dei milioni di campanelli d'allarme che suonano disperatamente per farci capire che se ognuno di noi lascia troppo spazio all'ignoranza e al lassismo presto gli errori accunulati dai singoli diverranno un problema planetario.

Catastrofista?
No, semplicemente detesto il cretino che è in noi che chiede scusa quando ormai il danno è fatto.
Per non soccombere sotto il peso di pensieri catastofici di scala troppo elevata sarebbe utile far quel poco che serve, su scala ridotta, a casa nostra, nel nostro lavoro.
E possibilmente farlo bene. Perchè quello che facciamo, perchè la vita che viviamo, abbia davvero un Valore.

Comuque, finchè si può, facciamoci una risata.

L'articolo è dalla Stampa del 23 luglio 2008:

Le nuove divise con la scritta "polizzia"


Inutilizzabile tutto lo stock. Nella scatole le scarpe di misure diverse
ROMA
L’obiettivo dichiarato era quello di risparmiare. Ma a volte, si sà, si esagera. Lo sanno bene i poliziotti italiani che nel 2007 si sono visti recapitare le divise nuove con la scritta «polizzia». Si, proprio polizia con due «z». Risultato: inutilizzabile tutto l’immenso stock. Cosa era successo? La pubblica amministrazione - racconta Paolo Varesi, responsabile del coordinamento per la sicurezza dell’Ugl - aveva stabilito che per le forniture gli apparati dello Stato dovevano scegliere i contratti al massimo del ribasso. Il che aveva costretto chi si occupa della fornitura del vestiario per i poliziotti ad abbandonare la ditta italiana fornitrice e a firmare il contratto - per una quantità enorme di divise - con una società polacca.

Non è andata meglio con le scarpe: nelle scatole, spesso, è stata trovata una scarpa numero 41 e una numero 44. A volte si doveva cercare nei vari magazzini per trovare due scarpe della stessa misura e foggia. Il risultato, a dir poco avvilente, ha quindi costretto la pubblica amministrazione a cancellare la norma.

Visto però che i soldi erano stati spesi e che il danno era ormai fatto, al Viminale si è fatto ricorso ai fondi di magazzino degli ultimi anni. Risultato: può accadere - come rivela Paolo Varesi - di incontrare poliziotti vestiti in maniera diversa.

lunedì 21 luglio 2008

Dante riposa in pace...noi no!

Rispondo al commento riportato nel blog come post dal titolo: Un commento giudizioso. leggetelo prima di affrontare quel che segue.

Le torte in faccia. I guelfi e i ghibellini. Stanlio e Ollio. Gastone e Paperino. Un inferno di personaggi litigiosi, più o meno virulenti, sanguigni, passionali.
Così come il sommo padre Dante ha dipinto la maggior parete dei residenti nel suo Inferno.

Ve lo immaginate il Blog dell'Alighieri? La Divina Commedia. Primo post: Nel mezzo del cammin...etc.
Dante era soprattutto un'artista e qualsiasi cosa un'artista produca vale di per sè e non per i valori correnti del mondo. Per cui noi ricordiamo Dante per la sua arte e molto meno per la lotta politica in cui era impegnato. E quando lo ricordiamo per quest'ultima allora anche guelfi e ghibellini tornano, con la sua memoria, a rivivere resuscitati dalla grandezza di un genio, impegnato in politica e che caramente ha pagato il suo schierarsi per non essere considerato ignavo. E' per questo che lo ricordiamo, non per la sua pacatezza.
Dante senza pudori ficcava questo e quest'altro uomo del suo tempo nel suo personale e letterariamente meraviglioso e unico inferno.
Più o meno quello che hanno fatto in piazza Navona la signorima Guzzanti e il signor Grillo, paragonare i quali al signor Dante parrà forse blasfemo alle orecchie di un cultore delle lettere, ma che Beppe e Sabina siano grandi o meno lo dirà qualcuno tra qualche centinaio di anni, e non mi voglio prendere io la briga di definirli; briga e malattia sempre viva negli intellettuali che pur di conservare il controllo del mondo lo uccidono, etichettando a più non posso passerotti e draghi; infatti l'importante è che tutti siano ben infilzati con uno spillo ed esposti al pubblico con accompagnamento di alti studi sociologici, perfettamente inutili ormai, in quest'arena di uominicchi e quaquaraqà.

No, Nanni non ha proprio ragione quando parla di disastro e di insulti.

Non ha ragione per un peccato pregresso: Per anni ha bacchettato il mondo con la sua chirurgica e mortifera visone immobilista delle idee e dei fatti.
Artisticamente grandiosa, ma sterile nella sua utilità sociale e formativa. Una luccicante piogga dorata proveniente dalla sua creativssima vescica che purtroppo, non ha alimentato altri donatori di illuminazioni sociocinamatografiche.
E dopo anni di bacchettamenti in cui con coerenza si è barricato fuori dal recinto dei media eccolo che con il Caimano ed altre opere, l'abbiamo rivisto, senza il Barbagallo, pronto a promuoversi da tutti gli schermi televisivi compresi quelli di Mediaset.
Da uno che ha sfranto i coglioni a tutti per trent'anni col rigore mi sarei aspettato due righe di spiegazione.
E invece niente. capito che ormai i tempi erano cambiati si è adattato anche lui al sistema. La maggioranza degliormai pragmaticissimi cittadini sarà sicuramente d'accordo con lui nel pensare che si può cambiare, in corso d'opera, una vita.
Io però, in questo caso, non la penso allo stesso modo.

Dopo essere entrato negli incubi del povero critico (Mazzacurati. Lo ricordate?) massacrandolo di sensi di colpa per aver recensito un film Horror con parole positive ecco il Signor Torquemada che come niente fosse e non dicendo a nessuno il perchè e il percome, cambia cappa e si presenta coll'ultimo vestito alla moda.

Ma purtroppo Nanni è decisamente demodè. Come tutti quelli che le mode le inseguono e non le fanno.
Avrei preferito assistere ad un suicidio da samurai piuttosto che a questo adeguamento alla strategia del marketing, questo raffinato rincorrere la gazzella con la jeep e non con gli artigli. Nanni ha scoperto di non essere molto diverso da Costanzo, ma in cuor suo si sente migliore. Permettetemi di dubitarlo.

Nanni avrà anche ragione sulla strategia (effettivamente non sembra essercene un'altra), ma sarebbe meglio che ricordasse che la realtà non sempre si infilza e si lascia guardare dai professoroni.

La realtà coinvolge e stravolge. Anche le menti più raffinate. Che non sanno o non vogliono, coglierla, fresca, diversa, nuova, appena fatta.

In questa realtà i moderati di cui la sinistra (ah, ah, ah) sta cercando disperatamente di attirare il voto sono stra-strastufi e se una bella parte di loro è andata dietro al celodurismo becero bossista non credo che il problema siano i toni, quanto i tomi che li usano.
E poi smettiamo di pensare che dimostrando di saper leccare il culo a tutti ci faranno fare i capoclasse. Al massimo, il leccaculo ce lo faranno fare professionalemente, con un bel contratto a tempo indeterminato.

Bel risultato per questi para, pre e post sessantottardi che baciano le pile per infilarsele in una torcia che non farà mai luce!

Abbiate le palle e le ovaie invece di cicalare: non si fa così, non si fa cosà!

Quegli insulti della Guzzanti, come le parole del buon padre Dante, sprofondavano un personaggio pubblico in quegli inferi che la comica prefigurava giusta punizione per le colpe di una intera classe non di religiosi, ma di potere.

Ma di cosa stiamo discutendo?
Non possiamo trattare di buono o cattivo gusto quando Bossi, Berlusconi, Feltri, Ferrara, e persino l'appiombato Fini insultano, con gravissime parole che i media amici fan passare per "battute" e "argute provocazioni", la Vita, l'Intelligenza , la Libertà e quel poco di miserabile Democrazia che le affossate ideologie ci hanno lasciato in eredità.

Questa purtoppo è un 'età in cui il Male si è ben travestito e vende la sua immagine come Milano faceva quando era da bere. Rimettiamo indietro l'orologio a prima di tangentopoli?
Stiamo tornando a bere?
Ahi noi! Dopo la seconda sbornia saranno cazzi... amari; per la seconda e forse ultima volta.

E quindi, prima che i soliti ubriachi si riattacchino alla bottiglia e ci vomitino addosso la loro protervia, se non si vuole fuggire, ma restare a mantenere pulito il nostro giardino, bisogna dare a queste arroganti macchiette del prototipo italiota una bella spallata e urlare loro forte in faccia che per quante mossettine facciano per compiacere l'opinione pubblica e i loro cani da salotto, le persone che ancora cercano seriamente di informarsi e resistono all'onda montante di neo-moscio-fascismo imbecille, non si fanno prendere in giro.

Purtroppo di fronte a simili soggetti e alla realtà che hanno costruito e alla quale aderiscono, trascinati in un inesorabile tsunami, la maggioranza degli italici cuori, non possiamo più far satira "pulita".

Loro stessi son parodia. Loro stessi sono l'alfa e l'omega. Loro stessi si prendono per il culo da soli pur di tenere il potere e il denaro ben saldi nelle loro mani.

Quando c'era bisogno di un Adolfo, Adolfo è venuto e la maggioranza non ha detto un bah..!. Anzi.

La storia si ripeterà e sicuramente si potrà far poco per cambiarla. Gli ubriachi saranno tanti.

Ma stavolta non ci sarà strage di corpi da bruciare nei camini. Ci sarà strage di dignità, di umanità, di cultura, di coscienza, di vita vera.

E allora, cari amici che attorno al Nanni vi stringete, vi esorto con le parole della canzone di Carmen Consoli:

Ti lamenti, di che ti lamenti. Piglia lo bastone e tira fori li denti!

Tiriamo fuori i denti.
Perchè se Libero in prima pagina dice bravo al Berlusconi che porta le gheishe in parlamento chiosando con un "Beato lui" (in una squallida imitazione di quel capolavoro di giornalismo popolare che è il Vernacoliere) e la maggioranza degli opinion leaders plaude a un titolo come questo considerandolo brillante e corrosivo, se questa è l'intelligenza in cui il paese si riconosce non facendo nessuna critica alla mostruosa volgarità di un pensieero simile (ma le donne...dove cazzo sono le Donne? Tutte a far la calzetta? ...), ma piuttosto si esprime lanciando alti guaiti contro l'innocente sboccataggine di comici colpevoli in realtà non di far satira con gli insulti, ma di far con quelli politica, allora è venuto il momento di alzarsi e difendere coi denti anche chi esagera (sempre ammesso che esageri).

Da questi giorni balzani e storti può scaturire un onda melmosa di franchismo yuppista oppure un'apertura verso la riflessione, il recupero della capacità di ragionare e vedere oltre lo spot, oltre i privilegi, oltre la pancia piena.

E anche se la paura che possa non esserlo così tanto, piena (la pancia), ci frena non dobbiamo dimenticare la saggezza profonda, naturale, che ci governa e che ritroviamo in ogni momento critico della storia: La voglia di immaginare il futuro. Di avere una prospettiva. Di scommettere sulle idee.

Vogliamo che i nostri figli vivano in relazione tra loro come noi abbiamo fatto (e bene siamo stati)... oppure che si calpestino l'un l'altro nell'illusione di partecipare a un'orgiastico gioco di preordinata e fasulla competizione come dalle parte dei poteri attuali si vorrebbe che fosse?

Non basterà garantirgli la pulizia del giardino di casa.

Non basterà lasciare loro i nostri soldi, la nostra imbecillità e una triste immagine di inutilità.

La pagheremmo cara.
Forse ci uccideranno prima della conclusione del questo ottuso compito... e sarebbe un bene.
O forse, con i pesssimi strumenti che lasceremo loro in eredità, finiranno di distruggere quel che noi abbiamo già devastato.

Per cui...in alto i cuori, ma soprattutto le menti.

Se una cosa la sentiamo sbagliata, lo dobbiamo dirlo Forte, a Voce Alta.

Qualcosa succederà.

Niente cortesie. La Revoluzione non è un pranzo di Gala.




PS: Quello in cui mi sono impegnato, maldestramente, è un discorso sui princìpi e non sulla pratica amministrativa di governo.
Brunetta e gli altri continueranno nel lavoro di modernizzazione del paese...
...o di merdizzazione?
Si vedrà. Guardia alta e fianchi coperti!

Un commento giudizioso

Mi scrive a commento del post su piazza Navona, Anonimo:

Gentile Signore, sono un essere paradossale, non mi firmo non tanto perché intenda nascondermi ma semplicemente perché non so bene chi sono. O almeno non lo so più. Faccio professione di votare a sinistra ma mi sento patriota anche quando non gioca la Nazionale, amo l'Italia perciò provo ancor maggior disgusto per come la stanno/stiamo trattando, sono del Nord ma la mia città ideale è Napoli con sindaco Chiamparino, vorrei incidere sulla realtà ma mi limito a leggere i giornali, perciò inizio a dubitare delle mie stesse opinioni. Sublimo con cinema e sesso, l'aspirazione ad un altrove che immagino, ma appare sempre una donna che mi fa sentire piccolo borghese, accusandomi di avere una visione viziata della vita di coppia e quindi della vita. Ho concluso che, nonostante tutti gli sforzi, i casini e la presuntuosa vacuità delle mie opinioni, a 40anni non sono altro che un italiano come tanti. Vado a letto stanco delle mie giornate con così poca fanatasia e nessuno stimolo rivoluzionario, ma è colpa mia se sono nato fuori tempo massimo per fare le rivoluzioni: perciò leggo volentieri il suo blog che spinge a incazzarsi ma mi permetta di dissentire dallo zibaldone di voci dell'opposizione estrema o dipietrista che lei diligentemente propone. Sono d'accordo che a questo punto si debba fare la voce grossa per avviare una "rivoluzione gentile" ma gli insulti per favore, no! A questo proposito ha ragione Moretti: Grillo e la Guzzanti hanno sporcato la manifestazione di P.za Navona. Il punto è che, mentre tutti noi siamo accaniti ad osservare la sarabanda giudiziaria del Berlusca, c'è un vero riformatore in azione ed è il Ministro Brunetta che sta ribaltando il sistema bacato del pubblico impiego e, anche da un osservatorio di sinistra, paradossalmente dobbiamo augurarci che ci riesca. Così come lo scenario federalista proposto dalla Lega, che pare dover prender vita nel futuro prossimo, fino a quanto condizionerà le nostre scelte. Possibile che non ci sia una voce chiara e univoca in questo senso che ci indichi la via: noi che a Chinatown ci abitiamo da anni abbiamo orrore per la palude di passività e burocrazia che assedia il nostro paese. Lei che ne pensa?