giovedì 24 luglio 2008

Low cost low life/Una vita al massimo...ribasso

La gara al massimo ribasso, al low cost, al prezzo stracciato ci consente di sentirci dei re con una bella corona di cartone, e consente all'ignoranza di prendere il sopravvento nonostante mai come oggi anche la cultura si diffonda attraverso la legge dei grandi numeri portando nelle casse degli editori grandi somme e nelle case degli acquirenti grandi quantitativi di merce, libri, dvd, etc., che finisce solo per occupare spazio.
Il piacere che ci viene da una conquista, anche quella del sapere, è pari allo sforzo che si è dovuto fare paer conseguirla, al prezzo pagato per essa. Quello che ci viene donato o venduto a poco finisce poi nel cestino delle quantità e non in quello delle qualità, procurando solo ingombro e poco, pochissimo piacere, poco, pochissimo senso alla nostra vita.
Il meccanismo dell'acquisto ci trascina tristemente verso una vita da magazzinieri più che da uomini.
Tanti piccoli monarchi/ammassatori con in tasca perline colorate al posto dei diamanti.

Un bel passo indietro, no? Abbiamo portato per secoli i lustrini senza valore agli altri popoli e adesso proprio quei popoli ce li rivendono, su nostra istigazione, a prezzi che chiarificano il valore di quella merce: roba che non vale il tempo impiegato per acquistarla.

Noi esseretti umani già divenuti oggetti nel tempo dei consumi felici, ora possiamo trovare posto sulle bancarelle cinesi a un euro. Durare poco, servire poco, godere nulla.

Andare in un altro posto trovandocisi per caso come quando si becca un viaggio low cost last minute, non ci porterà niente di bello, soltanto un ingombro di ricordi superficiali e inutili.

Tutto questo è possibile finchè ci sarà energia e materia per produrre atti insignificanti come quelli esemplificati sopra.
Bene, attendiamo con gioia il petrolio a 500 dollari il barile.
Finalmente questa sottospecie di umanità di consumatori sprofondati nell'ignoranza, magari si fermerà a pensare e a scegliere con fatica e sofferenza quello di cui ha bisogno.
E quando l'avrà potrà rimirare milioni di volte con il massimo piacere l'oggetto desiderato, senza dover passare invece il proprio tempo, questo sì davvero prezioso, a far sacchi di monnezza da accumulare a casa del vicino.

Tutti nudi magari, e senza corone di cartone.

Un simpatico esempio di gara al massimo ribasso rivelatrice dell'ignoranza in cui l'assenza di qualità ci sprofonda viene ancora una volta dalle istituzioni.

Nell'articolo che segue, Non pensate che si racconti di un caso curioso, si faccia un po' di colore giornalistico, si sviluppi un paradosso alla Totò. Quello che di cui si legge rappresenta uno dei milioni di campanelli d'allarme che suonano disperatamente per farci capire che se ognuno di noi lascia troppo spazio all'ignoranza e al lassismo presto gli errori accunulati dai singoli diverranno un problema planetario.

Catastrofista?
No, semplicemente detesto il cretino che è in noi che chiede scusa quando ormai il danno è fatto.
Per non soccombere sotto il peso di pensieri catastofici di scala troppo elevata sarebbe utile far quel poco che serve, su scala ridotta, a casa nostra, nel nostro lavoro.
E possibilmente farlo bene. Perchè quello che facciamo, perchè la vita che viviamo, abbia davvero un Valore.

Comuque, finchè si può, facciamoci una risata.

L'articolo è dalla Stampa del 23 luglio 2008:

Le nuove divise con la scritta "polizzia"


Inutilizzabile tutto lo stock. Nella scatole le scarpe di misure diverse
ROMA
L’obiettivo dichiarato era quello di risparmiare. Ma a volte, si sà, si esagera. Lo sanno bene i poliziotti italiani che nel 2007 si sono visti recapitare le divise nuove con la scritta «polizzia». Si, proprio polizia con due «z». Risultato: inutilizzabile tutto l’immenso stock. Cosa era successo? La pubblica amministrazione - racconta Paolo Varesi, responsabile del coordinamento per la sicurezza dell’Ugl - aveva stabilito che per le forniture gli apparati dello Stato dovevano scegliere i contratti al massimo del ribasso. Il che aveva costretto chi si occupa della fornitura del vestiario per i poliziotti ad abbandonare la ditta italiana fornitrice e a firmare il contratto - per una quantità enorme di divise - con una società polacca.

Non è andata meglio con le scarpe: nelle scatole, spesso, è stata trovata una scarpa numero 41 e una numero 44. A volte si doveva cercare nei vari magazzini per trovare due scarpe della stessa misura e foggia. Il risultato, a dir poco avvilente, ha quindi costretto la pubblica amministrazione a cancellare la norma.

Visto però che i soldi erano stati spesi e che il danno era ormai fatto, al Viminale si è fatto ricorso ai fondi di magazzino degli ultimi anni. Risultato: può accadere - come rivela Paolo Varesi - di incontrare poliziotti vestiti in maniera diversa.

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