giovedì 10 luglio 2008

Siente como suona bbene 'o Mellone

Oggi ecco un nuovo post con l'articolo di Angelo Mellone su IL BOLOGNA del gruppo E Polis che riassume un po' tutte le voci necessariamente benpensanti della stampa a pagamento e di quella gratuita (ma comunque ben pagata) impegnata in questa meravigliosa performance delle torte in faccia nell' infinita e ormai insopportabile agonia della seconda "repubblica" .

Ma poi, chissà se c'era a piazza Navona, il Mellone?
Chissà se ha visto, la diretta su Rai News 24?
Chissà se quando si alza al mattino e prima di scrivere mostra la lingua allo specchio si chiede cosa sarà mai quella striscia marrone che sta proprio nel mezzo?
Mah...!

Eh, caro il mio Mellone, allora, per vedere se Lei è davvero buono da mangiare... o da leggere... sulla FREE (ah, ah, ah) press, sentiamo come suona...


Dalla rubrica Il Punto del 10/07/08 di Angelo Mellone

TONINO, I GIROTONDI E LA GARA DEGLI INSULTI

E' naturale che lo spettacolino offerto l’altrieri
dai contestatori di piazza Navona, parenti impoveriti
dei girotondini di sei anni fa, non
possa essere condiviso da gran parte degli
italiani. È altrettanto naturale che la gran
parte degli italiani, e pure la gran parte degli elettori di
centrosinistra, faccia davvero fatica a specchiarsi negli
occhi spiritati di Antonio Di Pietro o a riconoscersi nella
gara a chi insulta di più tra Beppe Grillo e Sabina
Guzzanti. È dunque più che naturale che, durante e dopo
la kermesse dell’“insulto libero” (alla prossima riunione
di questi buontemponi consigliamo la gara dei rutti, e il
successo sarà assicurato), il Partito democratico abbia
deciso di interrompere, almeno per il momento, ogni
forma di rapporto con l’Italia dei Valori. È naturalissimo
che il senatore Furio Colombo, pur convinto che siamo in
una fase d’emergenza democratica dove anche il suo
ciuffo cotonato è a rischio taglio, si sia accorto alla fine di
essere andato a far compagnia a una compagnia di giro
che della virulenza verbale anti-istituzionale e dell’antiberlusconismo
ha fatto da anni una rodatissima macchina
di marketing per far quattrini. È naturalmente
naturale che tutti si faccia a gara per dire che no, il
presidente della Repubblica non si tocca, e no, che il
Papa abusato da qualche diavoletto è troppo, e no no, che
la valanga di insulti indirizzati a Mara Carfagna, quelli
indiretti di Marco Travaglio e quelli oscenamente diretti
della comica con le labbra a canotto e il culo basso, non
siano il modo migliore per sostenere che al ministero
delle Pari opportunità non doveva andarci lei. È fin
troppo naturale, all’opposizione, preoccuparsi dell’eccesso
di protagonismo urlato e cialtrone con cui Antonio Di
Pietro ha deciso di impostare il suo conflitto, personale e
personalistico, col governo. È ovviamente naturale che il
Pd debba scegliere di corsa se farsi dettare l’agenda delle
iniziative dalla piazza postgirotondina o farselo da solo,
l’elenco delle priorità necessarie a superare il livello di
decenza politica. È meno naturale, invece, pensare che
l’altrieri a piazza Navona ci fosse tanta gente, solitamente
dotata di una buona dose di senso civico, ad applaudire
una sarabanda di nefandezze, rendendosi strumento
dell’ennesima operazione di marketing politico e commerciale.
E questo sarebbe il “ceto medio riflessivo”?

Caro Mellone, ha fatto proprio la domanda giusta e allora Le rispondo.

Sì è proprio il ceto medio riflessivo. Cioè quello che pensa, ragiona un po' e poi non fa tanta sociologia accademica, scende in piazza a dire le cose come stanno.
Visto che pochi ce ne sono a farlo.

Caro Mellone, in riferimento, come direbbe il caro Tonino, alle sue opinioni posso dirLe citando una nota massima popolare che "le opinioni sono come il buco del culo e ognuno ha il suo" e sono convinto che lei converrà con me sulla validità dell'affermazione e quindi sulla sua applicabilità anche alla mia, di opinione.

L'unica cosa che mi permetto di mettere come nota a margine di tanta saggezza è che mentre il mio è ancora molto ben stretto, il suo, negli anni trascorsi a formarsi la sua sacrosanta opinione, deve aver visto parecchio traffico.

Non me ne voglia per questa caduta di stile (a lei tanto caro), è solo la rappresentazione del tutto immaginaria di una realtà a me sconosciuta.

Sconosciuta come è stata per lei quella di quel giorno a Piazza Navona.



P.S. E poi, nella gara delle torte in faccia, devo dire che lei arriva con pessima mira e prosa stantia a cercare il bersaglio: si vergogna degli insulti uditi in piazza e poi da del cotonato al Colombo e del culo basso alla Guzzanti. Ma si rende conto che neanche in quei simpatici capannelli davanti ai bar dello sport verrebbero molto apprezzati simili tentativi di gustosa, per lei, abilità intellettuale.

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